Frutti, economie e arti minori: Una conversazione con Luigi Coppola | Robida 11 "Orchard-Frutteto"

01-02-2026

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w. Alessandra Faccini, Paolo Bosca, Luigi Coppola

Introduzione: saper aspettare

L’open call del nuovo numero di Robida magazine è arrivata al momento opportuno, come poche volte accade nel corso di un’esistenza singolare. Il proverbio “cogliere il frutto quand’è maturo” altro non chiede che saper aspettare. Per qualcuno è l’arte dell’attesa: noi abbiamo avuto la fortuna di incontrarla e di provare, timidamente, a farla nostra.

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Conversazione

P. Ciao Alessandra, ciao Luigi, come state? Baci da Venezia! A. Ciao a tutti da Torino! L. Eccomi! Benvenute.

P. Ti spiego brevemente come abbiamo pensato di procedere io e Alessandra. Abbiamo un’ora per parlare insieme, qui su questo foglio. Abbiamo optato per questa scrittura condivisa perché ci sembrava un modo per coinvolgere te, noi, ma anche le lettrici e i lettori in un percorso comune. In fondo il Parco Comune dei Frutti Minori è un cammino e l’unico vero modo per scoprirlo è attraversarlo, quindi vogliamo provare a considerare questo dialogo come parte estesa di quell’attraversamento. Cominciamo!

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Conclusione: a tempo debito

Nel Decameron di Boccaccio dieci ragazze si rifugiano in una villa di campagna per sfuggire alla peste del 1348 e, parlando del momento propizio per tornare al mondo, usano spesso l’espressione “tempo debito”. È il tempo indefinito che misura l’attesa, una distanza precisa ma invisibile, che arriverà senza far sapere quando e senza rumore. L’unità di misura di questa durata misteriosa è il debito. Credo che questa parola, scrostata dal senso economicistico dell’equità, del costo e del dovere, spieghi qualcosa della conversazione appena interrotta e soprattutto delle ragioni che ci hanno portato a condividerla come appendice di un viaggio più lungo.

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