Fare Utopia
25-05-2026
DISPONIBILE IN LIBRERIA E SU TUTTE LE PIATTAFORME DAL 19/06/2026
Fare Utopia, saggio (essay), Edizioni nottetempo, 2026
QUARTA DI COPERTINA (BACK COVER)
ITA
Stretti tra un presente soffocato dalle distopie reali e un futuro che si prospetta come un vicolo cieco, la soluzione è una scommessa radicale: puntare sull’utopia, non più come un’invenzione letteraria o un modello astratto da contemplare, ma come un gesto concreto da compiere, qui e ora, nella terra che calpestiamo. Spaziando dalle campagne del Salento che rinascono grazie a collettivi di rigenerazione territoriale ai vigneti abbandonati della Val di Susa presidiati dai No TAV per realizzare, attraverso la protesta, una diversa modalità di convivenza; dalla ZAD di Notre-Dame-des-Landes, dove il lavoro agricolo degli attivisti ha impedito la costruzione di un aeroporto, agli orti urbani che fioriscono nei luoghi incolti delle periferie metropolitane, questo saggio mostra come le manifestazioni contemporanee di dissenso condividono l’esigenza di uno spazio d’azione trasformativa e suggerisce, pertanto, una teoria dell’utopia che ponga al centro pratiche di collaborazione tra umani e non-umani, e che miri a ridefinire i limiti geografici dell’agire sociale. Paolo Bosca racconta di battaglie condotte sul campo che dimostrano come ogni evoluzione autentica abbia bisogno di terra fertile per mettere alla prova i desideri e nutrire alternative all’esistente, ragionando sugli strumenti che, oggi più che mai, appaiono essenziali per coltivare nuovi immaginari in grado di riconquistare il potere di trasformare il mondo.
ENG
In a present suffocated by real-life dystopias and a future that seems like a dead end, this book relaunches a radical wager: utopia is not an ideal to contemplate, but a concrete act to carry out. Here and now, on the land we tread. Through examples ranging from art to ecological struggles, Paolo Bosca constructs a theory of utopia as a spatial practice. He shows how, from new ruralism to mass resignations, from environmental battles to the demands of marginalized urban outskirts, contemporary expressions of dissent share a need for a space of transformative action. From the countryside of Salento, reborn thanks to territorial regeneration collectives, to the abandoned vineyards of Val Susa reclaimed by the noTAV movement; from the ZAD of Notre-Dame-des-Landes, where the construction of an airport was prevented through agricultural work, to the urban gardens flourishing in the wastelands of metropolitan peripheries: Bosca does not recount romantic escapes, but concrete struggles that demonstrate how every authentic change requires fertile ground in which to root desires and nurture alternatives to the existing order. Making Utopia speaks to a generation caught between collective powerlessness and the anxiety for change, offering insights and tools to rethink the power to transform the world.